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Gender Gap nel lavoro

A che punto siamo

Di Laura D’Angeli

Ogni anno, ci impegniamo a offrire una rappresentazione tangibile del gender gap nel mondo del lavoro, fornendo dati e informazioni obiettivi su un tema che è diventato di fondamentale importanza per il miglioramento delle condizioni di vita delle donne. L’informazione svolge un ruolo cruciale nella diffusione di una maggiore consapevolezza e cultura sui diritti delle donne e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo ai temi dell’equità di genere.

Attualmente, la presenza delle donne in Parlamento è ancora piuttosto bassa: su un totale di 600 membri, circa il 33% sono donne, pari a 200 rappresentanti e il dato peggiora ancora se si considerano gli incarichi ricoperti nelle istituzioni dalle donne che secondo le statistiche fornite da Openpolis sono appena il 27,9%.

Questo quadro sottolinea chiaramente come la scarsa rappresentanza femminile nelle istituzioni influisca direttamente sulla distribuzione degli incarichi di responsabilità. Spesso, tali incarichi sono maggiormente affidati agli uomini, creando un disequilibrio nella posizione e nella forza delle donne nel processo decisionale e nell’agenda politica; così troviamo molto spesso solo uomini a prendere decisioni e provvedimenti con un impatto diretto sulla vita delle donne.  

Passando dall’analisi dei dati sul gender gap nella politica a quelli sul mercato del lavoro si sottolinea, in generale, come questo continui ad essere permeato da disparità di genere significative, evidenziando l’urgente necessità di azioni volte a promuovere la parità di opportunità e trattamento tra uomini e donne. Uno sguardo ai numeri rivela una realtà complessa e mutevole.

Secondo lo studio della Camera dei Deputati sull’occupazione femminile nel 2022, ci sono 9,5 milioni di donne occupate rispetto ai 13 milioni di uomini, un divario che riflette le differenze persistenti nell’accesso al lavoro tra i due generi; sono presenti anche differenze significative all’interno della popolazione femminile: mentre il tasso di occupazione delle donne senza figli si attesta al 76,60%, scende drasticamente al 55% per le donne con figli di età inferiore ai 6 anni. Questo sottolinea le sfide uniche che le donne con responsabilità familiari affrontano nel mantenere un equilibrio tra vita lavorativa e familiare.

Approfondendo l’analisi delle disparità di genere, emerge che nel 2022 il tasso di disparità totale è salito al 9,8%, in aumento rispetto al 9,5% registrato nel 2021. Questo indice, calcolato dall’Istat, evidenzia il differenziale di occupazione tra uomini e donne in termini percentuali, mettendo in luce i settori industriali e le professioni in cui le differenze di genere in termini occupazionali sono più pronunciate.

Per quanto riguarda i settori stupisce il dato relativo ai servizi generali della PA, con un tasso di disparità in crescita nel 2022 al 30,80% rispetto al 29,60% nel 2021. Inoltre, la disparità è ancora evidente in alcune professioni come quelle STEM. Aumenta al 55,9% nel 2022 il gap per le specialiste in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali rispetto al 55% del 2021.

Un segnale tangibile della strada ancora da percorrere è rappresentato dal gender pay gap, che evidenzia una disparità salariale significativa tra uomini e donne. Nel 2022, questo divario ha raggiunto il 43%, sottolineando l’urgente necessità di affrontare le radici della discriminazione salariale.

Purtroppo, l’analisi dei dati disponibili ha evidenziato come le discriminazioni di genere sul lavoro persistano ancora, e la frequente celebrazione delle donne in posizioni apicali sui social media e sulle prime pagine dei giornali dimostra che c’è ancora molta strada da fare.

Potremo considerare di aver veramente raggiunto la parità di genere quando la nomina di una donna in una posizione di rilievo non sarà più un evento da festeggiare, e quando la presenza delle donne in quelle “riunioni importanti”, in cui si prendono decisioni cruciali, sarà almeno pari a quella degli uomini.

Affrontare le disparità di genere nel mercato del lavoro richiede un impegno collettivo e coordinato da parte di tutti gli attori interessati. Solo attraverso sforzi congiunti possiamo sperare di realizzare un futuro in cui ogni individuo, indipendentemente dal genere, abbia accesso alle stesse opportunità e trattamento equo nel mondo del lavoro.





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